F.A.Q. - Frequently Asked Questions

Ecco di seguito alcune delle domande che più frequentemente ci vengono rivolte sul protocollo LEED®, sulle differenti certificazioni e sui vantaggi che si ottengono per gli edifici.

Il protocollo LEED® è un protocollo di certificazione su base volontaria nato negli Stati Uniti nei primi anni ‘90. Certifica, a seconda del rating scelto, il sistema edificio-impianto dalla progettazione alla gestione o anche solo il fit out interno di un edificio. Può certificare nel rating Operation and Manteinance anche la sola fase di gestione e manutenzione dell’edificio e dei suoi sistemi.

Sì, LEED® è un protocollo di certificazione ambientale riconosciuto a livello mondiale. Non ha una data di scadenza, almeno nei ratings LEED® BD+C e LEED® ID+C. Le modifiche sostanziali all’edificio, successive alla certificazione, ne compromettono certamente la rispondenza ai requisiti con i quali la certificazione è stata acquisita.

Tutte le certificazioni di sostenibilità hanno come obiettivo il benessere di chi occupa gli edifici e la tutela dell’impatto che gli edifici hanno sul contesto ambientale.

Ogni protocollo ha tuttavia degli obiettivi di valutazione diversi. LEED®, ad esempio, valuta principalmente le caratteristiche prestazionali dell’edificio e delle componenti di costruzione dal punto di vista ambientale e della sostenibilità. Il protocollo WELL invece ha come focus principale il benessere dell’occupante stesso e i suoi comportamenti all’interno dello spazio certificato.

Non è una sostituzione. I CAM abbracciano i principi previsti da LEED® e viceversa. Qualora un edificio debba essere certificato LEED®, molto verosimilmente rispetterà implicitamente anche quanto previsto dai CAM.

La figura che gestisce il processo si chiama LEED® AP. Questo assieme ai progettisti, all’impresa e al committente, guida il gruppo verso l’acquisizione certificazione LEED®, dal progetto all’occupazione dell’immobile stesso. I professionisti di GreeningLab sono LEED® AP.

Ogni protocollo ha il suo ente di revisione; per LEED® l’ente di revisione si chiama GBCI ed è l’organismo di verifica terzo al quale viene sottoposta tutta la documentazione a supporto/evidenza delle scelte intraprese in conformità ai requisiti dei crediti e dei prerequisiti.

Gli immobili certificati LEED®, secondo uno articolo del Sole 24 ore “… vengono affittati, per oltre la metà delle superfici, già “sulla carta”. Nel resto del mercato la percentuale di “pre-locazione” è del 10%. La quota sale all’80% entro i primi sei mesi di vita e a 30 mesi meno del 7% risulta sfitto, contro oltre il doppio del patrimonio privo di certificazione”.

Chi decide invece di certificare LEED® un edificio per proprio uso, occuperà un edificio che garantisce, oltre a impianti ad alta efficienza energetica, ambienti confortevoli dal punto di vista termoigrometrico, visivo e della qualità dell’aria interna grazie, ad esempio, alla scelta di materiali a bassissima emissione di VOC.

Dipendentemente dal rating scelto, l’edificio può essere anche certificato per una porzione. In particolare, questo può avvenire con alcune condizioni con il protocollo LEED® BD+C ovvero il protocollo per “Building design and construction” ma anche con il rating LEED® ID+C ovvero Interior Design and Construction se ad essere certificato è ad esempio un fit-out di una sola porzione di edificio.

Visita il nostro portfolio; troverai tutti i progetti in cui siamo stati coinvolti con diversi rating systems.

Si, la ristrutturazione deve essere applicata ai sistemi dell’edificio principali sia edile sia impiantistico, al fine di permettere comunque di soddisfare almeno le richieste dei prerequisiti e di un numero sufficiente di crediti da permettere il raggiungimento del livello di certificazione desiderato.

Visita il nostro portfolio; troverai tutti i progetti certificati in cui siamo stati coinvolti e che sono nati da recupero di edifici esistenti.

 

Deve rispettare tutti i prerequisiti ed un numero sufficiente di crediti per raggiungere il livello minimo (LEED® Certified) o comunque il livello di certificazione desiderato. Ciò significa che, a seguito della revisione da parte dell’ente terzo GBCI, il progetto deve aver acquisito un punteggio minimo di 50 punti sui 110 possibili a aver soddisfatto tutti i prerequisiti.

I costi amministrativi da corrispondere all’ente certificatore variano a seconda della superficie dell’edificio, eccetto la registrazione del progetto che è una cifra fissa per tutti i casi.

Gli eventuali maggiori costi sono facilmente assorbibili se già dalla progettazione il processo è correttamente integrato e implementato, con la scelta di sistemi, materiali e soluzioni conformi.

Possono avere incidenza maggiore, seppur non necessariamente impattanti nell’economia di progetto, qualora la certificazione LEED® divenisse un obiettivo a progettazione già conclusa o ad uno stadio avanzato della fase progettuale, quando ormai budget e decisioni progettuali hanno già trovato compimento.

Il LEED® AP segue il committente per guidarlo nelle scelte e nel rispetto dei requisiti che il protocollo richiede a seconda del livello di certificazione desiderato. È la figura di riferimento del committente per gli aspetti LEED® con le seguenti attività e per i rapporti con l’ente certificatore. Le attività principali sono: analisi di fattibilità LEED® di progetto (Preassessment LEED®) al fine di individuare i crediti che il progetto può perseguire con riguardo anche al rapporto costo/beneficio in ambito progettuale, supporta i progettisti nelle scelte adeguate a soddisfare i requisiti dei prerequisiti e crediti, redige un capitolato LEED® per le imprese con tutti gli oneri dei quali il General contractor dovrà farsi carico per le attività di propria competenza, gestisce i rapporti con l’ente certificatore per comunicazioni e fase di revisione fino all’ottenimento della certificazione stessa.

Dettaglierei le attività che svolge il LEED® AP per il committente tipo che verifica quali crediti sono perseguibili con il minimo di extra-costo per il committente, guida i progettisti, redige un capitolato d’appalto LEED®, ecc… Metterei anche che è l’unica figura che tiene i rapporti con l’ente certificatore.

Anche un General Contractor può dotarsi di un LEED® AP, per avere un consulente che lo segua nelle scelte di materiali e nelle corrette misure di controllo per i piani di cantiere. 

La scelta dei materiali adeguati ai requisiti dei crediti e la messa a punto delle misure di controllo per la corretta applicazione dei piani di cantiere sono le due forme principali in cui si esplica la consulenza di un LEED® AP per un’impresa.

 

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